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Ancora un giovedì

Scritti pagani > Diario di un coglione qualunque

Ancora un giovedì


Faith, la sorella di Dart, mi telefona, non l'aveva mai fatto.
Mi chiede come sto, ha voglia di parlare ed io l'accontento.
"Come ti senti?"
"Di merda. Non c'è la faccio più con l'ero. Voglio uscirne. Non voglio finire come gli altri …stanno morendo tutti."
"Lo so, ci tocca, prima o poi."
"Non voglio finire in una cassa di legno grezzo, non voglio che sia tu a dovermi venire a raccattare, in un cesso merdoso di un locale o peggio ancora su un marciapiede di una strada anonima."
"Spero di non doverlo mai fare …"
"Se continuo così, dovrai farlo, lo sento, non riesco più ad andare avanti. Non vado a scuola da mesi e a nessuno frega un cazzo di dove vado durante la giornata."
"Stare a casa dai tuoi non ti fa bene."
"Non so dove andare …se torno da qualcuno del giro, morirò."
Cazzo sono incastrato, non posso lasciarla andare. E' vero è una tossica di merda ed io odio i tossici, ma Faith ha fatto una vita da schifo ed ha meno di vent'anni. Merita una seconda possibilità. Dart ha cercato di aiutarla in passato, ma ora ci ha rinunciato. Forse è venuto il momento di porgerle seriamente una mano.
"Ok, Faith. Puoi venire da me un paio di giorni. Ad una condizione. Ti porterò in un centro a disintossicarti e dovrai rimanerci."
"Dici sul serio?"
"Sì. Raccatta le tue cose e non dire a nessuno che vieni qui."
"Non sei come credevo. Ho sempre pensato male di te, anche se mi piacevi…"
"Ti aspetto, muoviti." Riattacco.
Non so se ho fatto la cosa giusta, ma comincio ad odiare questo modo di vivere, vorrei avere una possibilità anch'io, vorrei cambiare, essere diverso ...diverso.



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