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Scritti pagani > Diario di un coglione qualunque
Di notte
Hanno spento le luci da poco. Sento il mio compagno muoversi. Si alza e va verso il lavandino. E’ nudo, e per la sua mole ha un cazzettino veramente ridicolo. Si spreme nella mano un po’ della sua brillantina e se la spalma sui coglioni.
Viene da me e si siede sul mio letto.
Oddio!
Mi scopre e con una mano cerca il mio cazzo.
“Che cazz…!” Le parole mi si strozzano in gola, sono sorpreso ed impaurito. Facendo attenzione a non schiacciarmi mi si sdraia accanto e cerca di baciarmi. Ha un alito da schifo e faccio fatica a resistere al vomito che viene su. Mi ficca la lingua in bocca di brutto, sono immobilizzato dal suo peso. Non posso muovermi. Cerco una scusa per me stesso, ma so che anche se non fossi impedito dal suo corpo, non potrei ribellarmi.
Mi rigira e mi mette bocconi, mi tiene un braccio dietro la schiena, dolcemente però, senza farmi male. La mia faccia è sul cuscino ed ho il culo all’altezza del suo cazzetto. Si struscia un paio di volte sulle natiche poi mi incula. Con l’altra mano mi tocca l’uccello e cerca di farmi una sega.
Oddio! Oddio! Mi sta inculando … Mi sta inculando! Mi sta inculando! Mi sta inculando! Mi sta inculando! Mi sta inculando! Mi sta inculando…me lo sta sbattendo nel culo! Ed io rimango fermo senza dire una parola. Non provo dolore, la brillantina fa da lubrificante.
Non so quanto dura, ma sembra un’eternità. Ho un brivido, quando sento colarmi fra le gambe il suo sperma caldo. Poi tutto finisce, il ciccione si alza e fa per tornare nel suo letto, ma prima mi bacia sulla bocca e mi sussurra:
“Buona notte, Lolita.”
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