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Scritti pagani > Diario di un coglione qualunque
Di notte con Faith
La notte scivola via fluendo come un rivolo di sangue sulla pelle, e non c’è verso di allontanarmi dai pensieri che mi avvolgono da anni, che mi tengono sveglio rischiando di farmi impazzire. Faith sta dormendo sul mio letto, trema e sussurra il mio nome. Le accarezzo il volto e la guardo sprofondare nel buio della sua vita. Le sue braccia sono piene di cicatrici, ma non è ancora consumata, non sembra ancora un cadavere. Mi torna in mente la ragazza dell’obitorio ed ho paura per Faith, non voglio che le accada la stessa cosa.
L’abbraccio e lei ricambia.
Strano come le cose possano accadere all’improvviso e diventare così importanti. Mi trovo a provare qualcosa per lei, qualcosa di diverso che non avevo ancora provato per nessuno. La conosco da così tanto tempo eppure mi è stata sempre nascosta.
Lei si stringe a me, e si sveglia. Mi guarda negli occhi mentre mi accarezza i testicoli e mi prende in mano l’uccello, lo fa teneramente senza l’aggressività che ho conosciuto sino ad oggi. Il suo corpo è caldo e aspetta un mio cenno. Ho paura, probabilmente è siero positiva, e non me la sento di farlo, ma non posso tirarmi indietro. E’ probabile che sia la prima volta che voglia fare l’amore veramente.
Ora la sua fuga è diventata anche la mia.
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