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Scritti pagani > Diario di un coglione qualunque
Domenica mattina
Credi che tutto sia finito ed invece no.
C'è sempre qualcosa di peggio che può capitarti. Per esempio i tuoi genitori che vengono a trovarti, o l'uccello che non ti tira più, il che è poi la stessa cosa.
Ti chiedi quando verrà la fine del mondo predicata da uomini e donne che si nutrono di cattive notizie e non scopano mai per il solo gusto di farlo. Probabilmente verrà per te quando sarai sotto terra a servire da concime per i tulipani di qualche stronzo appassionato di giardinaggio.
Comincio a pensare a tutte le cose che esistono e mi viene la nausea, così prendo a camminare stordito da tanta bellezza nascosta come un fiore in una discarica. Comincio a correre e correre e correre …stop.
Mi fermo davanti ad uno di quei negozi aperti ventiquattr'ore su ventiquattro e ci entro. Gironzolo. Compero delle sigarette di marca, ma non la citerò, non voglio fare pubblicità a quei fottuti arricchiti. Compero anche un paio di birre al rhum delle Antille, wafers, un fumetto del Cavaliere Oscuro.
Esco e mi dirigo al parco, adocchio una panchina libera tutta scagazzata dagli uccelli.
Cazzo me ne frega.
Mi ci siedo.
Passa un arabo, lo chiamo e gli regalo le sigarette. Lui mi ringrazia con quel fare tipicamente da arabo, cioè da leccaculo, e poi penso fra me e me …spero ti venga il cancro cazzone di un arabo di merda incrostata!
Mangio dei wafer mentre la birra sale …sono allegro adesso.
Posso cominciare a vivere.
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