Roberto Cortese web


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Far away ...

Scritti pagani > Diario di un coglione qualunque

Far away …


Sento la sirena che ci avverte di uscire dalle celle, ma io non ce la faccio, sto sudando e parecchio anche. Budda è in piedi che mi guarda, un po’ preoccupato forse, poi sparisce. Ho sonno, tanto sonno …poi tutto diventa nero, nero come la notte…

Una strada infinita, ai lati girasoli e per tetto un cielo immenso colorato di blu. Sono alla guida di una Porche 3000, raffredamento ad aria, lo riconosco dal rombo del motore, pare il ruggito di una tigre.
La velocità mi dà la sensazione di essere un missile che sfreccia verso una meta precisa, ma ora che ci penso io non ho meta. Proseguo per un percorso prestabilito, così come facciamo tutti, nessuno può svoltare, né a destra, né a sinistra e non si può tornare indietro, mentre pensiamo di fare una sosta ed ammirare il panorama non ci accorgiamo che abbiamo dato gas all’ accelleratore e ci troviamo al fondo dalla strada.
Un vicolo cieco e niente di più, soli.

Mi sveglio in infermeria.
Gli infermieri mi chiedono come mi sono procurato l’infezione all’ano, io non parlo ora e nemmeno lo farò dopo. Sono cazzi miei, se non sono capace a vivere è un problema mio. Mi dicono di rilassarmi e che per un paio di giorni resterò lì con loro, così nessuno potrà toccarmi. La cosa mi irrita un attimo, ma mi farà prendere respiro. Chiudo gli occhi, lentamente scivolo nella terra di Morfeo, se mai dovessi tornare a guidare una Porche, tenterò di rallentare la corsa e proverò a scendere e a gustare il profumo dell’ immutabilità delle cose.




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