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Scritti pagani > Diario di un coglione qualunque
Huna
Sono sdraiato da nemmeno dieci minuti quando Huna chiama.
"Cazzo vuoi?"
"Non ti è ancora passata …" La sua voce è fragile come un sottile foglio di vetro, ma non incerta.
"Credi che possa dimenticare lo sgarro? Credi che mi sarà facile rivedere la faccia di quello stronzo di Nico senza avere l'impulso di sputargli addosso?"
"Io non ti amo, non ti ho mai amato. Scopavamo soltanto insieme."
Non dico nulla.
"Ascoltami Sion. Lascia perdere i tuoi codici assurdi sull'onore. Possiamo tornare ad essere come prima, non è successo nulla. E' stato solo un bacio. Non è accaduto nient'altro…"
"E' accaduto tutto invece. Non ricordo di aver mai usato la parola amore, ma lealtà sì. Eri la mia donna, con o senza amore."
"Tu non sei mai stato il mio uomo, sono sempre stata libera, e voglio esserlo ancora. Quindi se mi va di assaggiare la lingua di qualcuno, lo faccio."
Non ho nient'altro da dire, sono deluso. Lei non è mai stata importante come amante …ma come amica, sorella e madre sì. So che mi mancherà.
"Sion, ci sei? Non rovinare tutto, Nico ti vuole bene e non vuole perderti. Stavamo bene insieme."
La sento respirare, un singhiozzo tradisce la sua sicurezza.
"Huna?"
"Sì?"
"Fottiti."
Non posso dimenticare.
Nulla sarà come prima.
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