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L'alcova

Scritti pagani > Canti di isolamento

L’ALCOVA
(1983)


L’Alcova E’ L’Atrio Della Solitudine
Io Vivo Nell’Alcova
Vivo Nella Luce Abbagliante Del Mio Sole Nero
Blu Notte
Vertigini
Camminare Sul Precipizio Di Un Pianeta Spento
E’ Così Che Voglio
Non Ci Sarà Alcun Movimento
Alcun Sollievo
Non Potrò Rimanere Immobile Per Sempre
Mi Persuaderò E Prenderò Una Decisione
E Sarà Sempre Troppo Presto
Troppo Poco Chiaro
Troppo Poco Scuro
Desideri Arenati Oppure Mossi
Non Saprò Mai
Sono Sempre Rimasto Solo
Nello Stesso Luogo
Nella Stessa Ora
Non Essere
Non Sapere Di Essere
Strisce Più Che Linee
Macchie Di Colore Sgradevoli
C’è Sempre Molto Vento In Me
Scompiglia I Miei Nervi
E Parole
Pronunciate All’altezza Dei Lobi
Dicono Cose Diverse
L’Argomento Però E’ Lo Stesso
Impazzire
L’Unica Cosa di Cui Non Ho Bisogno
Non Posso Dimenticarmi
Credo Di Essere Troppo Importante
Chiunque Mi Abbia Concepito
Aveva Uno Scopo
Vetri
Così Poco Trasparenti
Dove Le Cose Si Vedono Nel Verso Opposto
Al Di Là Di Essi Non C’è Nulla
Riflettono I Contorni Di Un Volto
Che Non E’ Il Mio
In Una Crisi dopo L’Altra
Sudicio Di Perversione
Inutile
Mentre Mi Masturbo
Davanti Allo Specchio
Dove Le Cose Si Vedono Come Realmente Sono
Mi Capita Spesso Di Desiderarmi
Quando Indosso Abiti Femminili
Di Baciare Bambole Di Plastica
Di Strappare Lenzuola Bianche
Graffiandomi E Facendomi Male
Rigagnoli Di Sangue In Un Crescente Flusso
Allargo le Ferite
Il Bianco Ed Il Rosso
Il Dolore Ed Il Piacere
Ricordo Quando Ero Un Gabbiano
E Non Riuscivo A Volare
Così Precipitavo Straziandomi
L’Asfalto Ed Il Sangue
Il Dolore Ed Il Piacere
Battiti Irregolari Dopo Un Lungo respiro
Guardarsi E Non Ritrovarsi
Insinuare La Morte Dove Non C’è
E Ricredersi Sulla Propria Vita Perduta
Alla ricerca Di Qualcosa Di Non Vero
Avere Il Coraggio Di Non Continuare
La presunzione Di Non Mentire
Sentirsi Ciò Che Più Si E’
Sapendo Che Presto Tornerà Il Dolore
Frustrazioni
Sensi Di Colpa
Vomito
Attacchi Cardiaci
Esplosioni Di Pianto Represso
Adesso
Completamente A Nudo
Su Di Un’Isola Dell’Atlantico
Senza Orizzonti Visibili
Nell’Astratto Toccando Il Vuoto
Oggetto Realmente Esistente Dei Miei Desideri
Una Frazione Di Un Istante
Ed Una Piccola Parte Della Mia Volontà
Può Determinare La Differenza
Né Più Passato O Presente O Futuro
Solo Un Segreto
Quello Della Mia Più Infinita tristezza
L’Uomo
Questo Piccolo Frammento Di Energia Pensante
Ridotto Alla Vergogna
Fra Le Dita Di Una Mano Dalle Cellule Morte
Irrispettoso Verso Dio
Questo Dio
Non Marcirà Nell’Ignoranza Delle Religioni
Né potrà Mai Inoltrarsi In Menti Qualsiasi




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