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L'oltre

Scritti pagani > Canti di isolamento

L'OLTRE
(1984)



Rannicchiato Nell’Angolo Del Letto
Fuori Dalle Lenzuola
Un Leggero Brivido Di Freddo
Percorre Il Mio Corpo
Mi Alzo Di Scatto Ed Attraverso La Camera
Avvicinandomi Al rettangolo Di Luce Esterno
Prendo Una Sigaretta E La Porto Alla Bocca
Poi L’Accendo
La Fiamma Che Arde Mi Fa Rabbia
Essa Ha Una Ragione Per Bruciare
Illuminare
Ed Infine Consumarsi
Noi
Questa Ragione Non L’Abbiamo
E’ Incredibile Come Senza Accorgercene
Stiamo Morendo
La Nostra Fiamma Poco Si Illumina
Solo Si Consuma
Anno Dopo Anno
Ora Dopo Ora
Vorrei Piangere Come Farebbe Un Bambino
Davanti Al Muro Della Paura
Vorrei Gridare La Mia Disperazione
Ed Aspettare Che Il Vento Porti Via I Miei Lamenti
Che Senso Ha Il Tormento
Se La Soluzione E’ In Noi Stessi
Non E’ Facile Dare Ascolto A Qualcuno
Che Nel Suo Sonno Si E’ Perso
Per Non Risvegliarsi Mai Più
Il Vizio Di Certo E’ La Via Più Facile
O Forse La Più Comune
E’ Quando Pallide Imitazioni Di Uomini
Solcano Il Celeste
Che Tutto Mi Fa Pensare Alla Pochezza Della Razza Umana
Ed All’Infinito
Stelle Brillanti Di Vita
Dove Genesi Ed Apocalissi Si Susseguono
Dove L’Era Dei Parti Cerebrali E’ Già Cominciata
Dove Là Io Non Sono
Ma Qui
Prigioniero Di questo Cimitero




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