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Scritti pagani > Diario di un coglione qualunque
Lunedì pomeriggio
Infilo nel Pioneer il cd dei Cure PORNOGRAPHY e so già che il mio vicino non ne sarà contento, l'ora è accettabile, il volume probabilmente no. Cazzo me ne frega.
Quando in ONE HUNDRED YEARS la chitarra impazzita di Robert Smith comincia a sprizzare le prime note, io sono già andato. Proiettato nelle angosce e nelle elucubrazioni di Robert. <Non importa se tutti dobbiamo morire>, è con queste parole che la raccolta di canzoni di PORNOGRAPHY si apre.
La city non esiste.
La stanza non è reale.
Il mondo non è reale.
La gente non esiste.
Ed io vado definitivamente fuori. Percepisco l'universo mentre la musica mi martella nelle orecchie.
Robert Smith è il veggente.
Robert Smith è la terra.
Robert Smith è l'uomo bambino.
Robert Smith è Mozart.
Robert Smith è veleno.
Robert Smith è il vento che soffia impazzito fra le sinapsi della mia massa grigia dolorante di consapevole rabbia.
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