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Scritti pagani > Diario di un coglione qualunque
Notte
Siamo tutti pezzetti di carne cuciti insieme.
Questo è l'orrendo status quo. Legati da invisibili funi. Faccia a faccia. Nudi. Maschi e femmine.
Prigionieri del caos. I nostri genitali si toccano ed anche nella sofferenza ricerchiamo il piacere. Viviamo aggrappati a lunghi e turgidi membri di antichi dei impotenti come pessimi acrobati senza nessuna speranza di riuscire. Ci muoviamo con precise mete, ma senza scopi reali.
Camminiamo in opposte direzioni scontrandoci sempre, tracciando sentieri paralleli. Siamo diventati le mestruazioni della terra.
Flussi di rifiuti.
Carne marcia.
Blood.
<Come una dolce nenia cantata/Per addormentare/In un giorno oscuro/Ascolto ogni rumore/Pulsare nelle mie orecchie/Sempre più forte/In questa vecchia città/Nulla sopravvive/Solo lamenti/Trasmissioni radio/Rompete ancora questo silenzio/Questa non è New York/Questa non è Hong Kong/Non è Tokyo/Questa vecchia città/E' solo un frammento d'argilla nella mia testa/Come una dolce nenia/Cantata per addormentare/Io sono qui/In questa vecchia città/Ti prego/Non dimenticarmi/Non dimenticarmi …>
da Sweet Lament (the Alcove, 1981)
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