Roberto Cortese web


Vai ai contenuti

Menu principale:


Notte, quasi mattino

Scritti pagani > Diario di un coglione qualunque

Notte, quasi mattino


Mi sento come un animale condannato al macello ammassato ad altra carne in gabbie invisibili. Un viaggio. Attraverso torture. Un giorno vivo. Un giorno muoio. Le grida delle stragi non mi fanno più impazzire, sono nella mia testa, fuori dalla mia testa e seguiterò ad udirle per sempre.
Il maiale è stato sgozzato …ma tornerà, incazzato come non mai a divorare interiora umane. Non è soltanto una mia visione onirica. E' il mio desiderio di vendetta. Nulla sorge dove nulla persiste. Gli alberi trasudano plasma, impastato di sangue e terra.
Rimane solo un desiderio di vita …oppure il gusto per la morte.




<Mi sveglierò bruciando/Fra le fiamme della mia casa/Ricordando l'amarezza/Sulle mie labbra/Un sentimento arido/Ricordando/Solo un oceano di lacrime/L'agonia dentro di me/La mia faccia/In uno specchio d'acqua/Un'aliena sensazione/Vecchia come l'eternità/Poi/Il vento lascia solo polvere/Fra le mie dita/Fra i miei capelli/E la mia voce/In un eco lontano/Il tempo/Come un sibilo/Trascorre nella mia gabbia/Ed io/Vorrei soltanto morire>

da Nella mia gabbia (The Alcove, 1983)





Torna ai contenuti | Torna al menu