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Scritti pagani > Diario di un coglione qualunque
Poco prima di mezzanotte
Sono preso da un sacco di pensieri mentre percorro, come in trance, le strade appena bagnate dalla pioggia di un inverno che sembra non terminare mai. Mi pongo un fracco di domande a cui non so dare risposta.
Mi chiedo quanto tempo mi resta da vivere e come lo vivrò.
Sarò sempre solo?
Qualcuno dividerà con me questa angoscia?
Realizzerò i miei sogni entro i prossimi dieci anni?
Ho dei sogni?
Se invecchierò, riuscirò a sopportarlo?
Quando morirò sarà davvero la fine di tutto per me?
Perché è così difficile sentirsi vivi, e dov'è l'entusiasmo iniziale?
Non penso mai a mia madre o a mio padre, non ho famiglia, io. L'ho tagliata via dalla mia vita molto tempo fa. Non voglio più star male per questo.
Sono nato ad Istanbul, due coglioni, che credevano di far bene, mi hanno adottato per poi abbandonarmi a me stesso …non li ringrazierò mai abbastanza per questo.
Guarda madre cosa sono diventato.
E tu padre, accogli tuo figlio come Cesare accolse Bruto.
Il dolore è una cosa che non conoscete, il dispiacere forse, ma il dolore è destinato a pochi eletti. Non ho mai voluto essere un eletto, non ho mai voluto essere speciale.
Volevo solo essere amato.
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