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Scritti pagani > Diario di un coglione qualunque
Pomeriggio
Cazzo ho da guardarmi allo specchio stamane?
Barba da fare, puzzo da schifo, non mi lavo i denti da una settimana. I capelli sono unti e grassi, dovrei perdere qualche chilo, forse qualcosa di più. Mi tocco la faccia rasposa poi l'uccello e comincio a massaggiarmelo. Poso lo sguardo sul mio volto riflesso. Un volto che non credo mi appartenga più. Un volto, quello di un coglione, uno qualunque.
Penso al presidente degli Stati Uniti, a sua moglie, e a tutte le cazzate che si dicono a letto, mentre continuo a muovere freneticamente le mani. Non è masturbazione. E' contatto con la realtà, una realtà fatta di sperma. Non è masturbazione. E' un momento di libertà, un momento per restare soli con se stessi fuori dal caos della propria vita. Un momento per riflettere fuori dal disordine.
Ma confusione, disordine e caos sono radicati profondamente dentro. Così quando tutto è finito ed il pene si affloscia, tutto ciò che ottengo, sono uno specchio ed un lavandino sbrinciati.
<Inespressivo/Come una luna di cera/Stanotte/Troverò la calma/In un deserto di sogni/Sento il freddo/L'inquietudine/E la mia lingua scorrere/Su lame d'acciaio/Sto correndo verso l'oasi/Ma è solo un miraggio/Soltanto un altro miraggio/Di me stesso/La grigia esistenza/Richiama i cattivi presagi/Mi vuole solo/Seduto ad aspettare/Che questa notte trascorra/Inerte sulla sabbia/Inerte sulla sabbia/Inerte sulla sabbia/Io non posso…/Non posso smettere di cadere>
da I can't stop falling down (After Moon Generation, 1981)
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