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Premessa

Scritti pagani > Canti di isolamento

Premessa





Sono quasi certo che la vita non abbia alcun senso e, mentre cerco di provarlo o di smentirlo, traccio un resoconto dettagliato dei miei ultimi vent’anni. Riesaminando i miei scritti, riordinati ed aggiornati, ripercorro a ritroso la strada che ho tracciato sino ad ora e, cosa che non mi sarei mai aspettato, mi sono ritrovato al punto di partenza. In realtà non mi sono mai mosso. Mi sono soltanto illuso di aver accumulato saggezza ed esperienza. Mi rendo conto soltanto oggi, che in passato, tutto ciò che ho appreso sino a questo momento, già lo conoscevo, non so come, forse faceva parte di me. Il tempo è servito soltanto a farmi capire quanto la ricerca fosse inutile, e che le certezze acquisite avevano la stessa sostanza di un miraggio ben confezionato. Sono convinto che dietro a tutto ciò, ci sia un progetto, non ne intuisco il motivo né lo condivido, quindi gli interrogativi restano. L’eccessiva avversità alla vita mi persuade a credere che chiunque l’abbia voluta, ora ci ha lasciato in balia di noi stessi. Non sono portato a sostenere l’idea di un salvatore, né tanto meno di un dio o dei che fanno i nostri interessi, ciò che sotto ai nostri occhi scorre da millenni, tende a dimostrarlo. Così alla fine restiamo soli, con le nostre paure e i nostri demoni, che sanno bene come portare la neve a tingersi di rosso. Sopravvive soltanto il nostrio spirito, le nostre parole.



Roberto Cortese


13 gennaio 2001



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