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Scritti pagani > Canti di isolamento
UN AMICO
(1983)
L’Ascensore Scende Oltre Il Piano Terra
Credo Sia Sempre Così
Capita Di Trovarsi In Cantina
Poco Illuminata
Poco Pulita
D’Altronde Nemmeno Io Lo Sono Mai Stato
Il Soffitto Perde Uno Strano Liquido Scivoloso
Il Fastidioso Squittio Dei Ratti
Che Vivono Sui Dentro I Tubi Dell’Acqua
M’Accorgo D’Essere Macchiato E Non M’Importa
Nauseante Lo Stridio Dei Pipistrelli
Mentre Si sfracellano Sul Muro Di Carta
Eccitante Invece L’Ansimare Del Demonio
Al Secondo Orgasmo Con L’inquilino Del Quarto Piano
Nei Loro Rapporti Di Coito Anale
Affascinante La Pantera In agguato
Raggiante Con I Suoi Occhi Giallo Intenso
Deprimente Lo Spettacolo Dei Ragni
Durante La Cena
Le Stesse Vittime
Lo Stesso Sapore
Scendo Sempre In Cantina Quando Fa Sera
A Riflettere
A Parlare Con L’Impotente Portinaio Stupratore
E Le sue Bambine Martoriate
Sverginate A Colpi Di Manici Di Legno Scheggiati
O Dai Vibratori
Gentile Concessione Della Vedova Del Primo Piano
Tutto Ciò Però Da Un Po’ Mi Annoia
Un Amico
Credo Di Averne Bisogno
Che Mi Voglia Bene E Male
In Quei Momenti In Cui Senti Di Non Farcela
Che Mi Sostenga Nelle Mie Idiozie
Sapendo Che Poi Ne Rideremo Insieme
Un Amico
Credo Di Averne Bisogno
Che Mi Dia Consigli Sulla Mia Vita
E Sugli Inganni Altrui
Che Mi Prepari E Mi Lavi
E Che Mi Tocchi
Sotto Alla Doccia
Un Amico Da Baciare
Con Cui Fare L’Amore E La Guerra
A Cui Sussurrare La Mia Dolcezza
Ed Il Mio Affetto
Da Picchiare
Frustare
E Tagliuzzare Nei Momenti Di Noia
Come Questo
Ho Bisogno Di Un Amico
Credo
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