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Una domenica come un'altra

Scritti pagani > Diario di un coglione qualunque

Una domenica come un’altra


Resto a sonnecchiare sino a tardi, mezzogiorno circa.
Quando mi alzo, mi sento stranamente felice, non ne capisco il motivo. Non va meglio e non va peggio. Guardo fuori dalla finestra che dà sul mondo: cielo terso, sole caldo. Cazzo che giornata!
Per prima cosa mi faccio una doccia stracazzuta, quaranta minuti sotto l’acqua e mi sento rinascere. Poi mi raso, lentamente, tanto oggi non ho niente da fare, nessuno da vedere. Tutta questa libertà dagli impegni, che un tempo si accavallavano sino soffocarmi, mi mette a disagio. Ho mollato un po’ il lavoro, ho limitato la mia disponibilità per i casi d’emergenza. Non ho amici, che si possano chiamare tali, da vedere a ore e giorni prefissati. Genitori: cazzo se ne frega. Con Huna fuori dai coglioni e la povera Faith in comunità, il quadro è completo.
Mi faccio un doppio caffè e me lo gusto mentre guardo MTV.
Vado pazzo per la Top Ten inglese. Secondo me l’ Inghilterra sforna il materiale più originale, è sempre all’avanguardia. Prendi Bowie, ad esempio. Ficcalo in sacco e seppelliscilo a dieci metri di profondità, saprà sempre cosa accade di sopra. Gli americani, a parte qualche rara eccezione, ci smenano sempre la stessa roba. Cazzo, gli Stones hanno settant’anni a testa, hanno rotto i coglioni che la metà basta. Certo, i gusti degli altri non li discuto, ma cazzo se ho ragione!
Mi infilo un paio di pantaloni neri ed indosso una giacca dello stesso colore, sotto un girocollo grigio. Occhiali da sole e mi butto in strada.
Cazzeggio per le vie della old town, mi fermo ad osservare un mimo che fa il verso a Chaplin, una decina di metri più avanti un tizio mi ferma e cerca di rifilarmi un libro dal titolo “Il vero volto di Dio”, insiste e quasi quasi lo cartello. Un paio di girls stanno guardando una vetrina, non sono male. Attraverso la strada e mi fiondo in un locale a mangiare qualcosa. Mi siedo ad un tavolo, ordino un’acqua minerale, niente birra, non oggi almeno, e chiedo il menù. Flirto un po’ con la cameriera, poi mi faccio portare un piatto di verdure ed una frittatina con cipolle. Mentre aspetto mi perdo con i pensieri e scopro di desiderare una vita più tranquilla, magari fare quelle cose che ho sempre odiato, tipo un giorno al mare a prendere il sole o una passeggiata per i negozi del centro senza una meta precisa, o ancora, un gelato in cremeria ed un cappuccino con panna.
Strano, è una domenica come tante altre, eppure è come se avessero aggiunto un altro giorno alla settimana.





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